
ognuno di noi almeno una volta nella sua vita avrà giocato da casa a un quiz televisivo e si sarà immedesimato nei concorrenti. e se per pura casualità, per destino o – secondo il leitmotiv del film – “perché così era scritto”, foste a conoscenza di tutte le risposte? e se le domande ripercorressero ogni tappa della vostra vita? tipo il titolo di una poesia che vostra figlia ha recitato per natale, il protagonista del vostro film preferito o il nome di una rarissima pianta tropicale che vi hanno regalato. adesso immaginate che al vostro posto ci sia un ragazzo di 18 anni, orfano, cresciuto negli slum di mumbay e sopravvissuto nel cuore delle contraddizioni dell’india contemporanea: un passato difficile che per disgrazia o per fortuna è collegato alle 12 domande del milionario. un applauso a boyle, il regista di trainspotting, che ci racconta la storia su tre piani temporali, alternando momenti frenetici, in cui rincorriamo la telecamera, a scene lente ma di forte tensione. così grazie alle domande del quiz passo passo scopriamo la vita di jamal e solo nelle risposte ci rendiamo davvero conto della sua drammaticità.
poteva essere un film praticamente perfetto se non fosse stato per un maldestro errore di doppiaggio italiano che ha trasformato i due fratelli jamal e salim da musulmani, vittime di un attentato da parte di nazionalisti hindù di destra, a hindù resi orfani da musulmani facinorosi. la scena: i due vedono morire la mamma davanti ai loro occhi, trucidata da un gruppo di estremisti hindù. la voce fuori campo urla: “aiuto, sono musulmani scappiamo!”. in realtà la versione originale dice, “they’re muslims, get them!”, che letteralmente vuol dire: “sono musulmani, prendeteli”. un errore non da poco, visti i tempi che corrono.
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I think Slumdog Millionaire was an amazing movie, I remember feeling so inspired after watching it. Just goes to show that you can Achieve anything regardless of your circustances.
web design brentwood | Feb 19, 03:45 PM